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Difesa europea: una spinta storica con il piano di finanziamento SAFE

L’Unione europea ha compiuto un passo decisivo nel rafforzamento della propria politica di difesa con l’adozione del programma Security Action for Europe (SAFE), uno strumento finanziario inedito con una dotazione potenziale fino a 150 miliardi di euro. Approvato dal Consiglio dell’UE nel maggio 2025, questo meccanismo consente agli Stati membri di richiedere prestiti a lungo termine a condizioni competitive, garantiti dal bilancio europeo, per finanziare investimenti su larga scala nella base industriale e tecnologica della difesa.

L’obiettivo principale di SAFE è sostenere investimenti urgenti e strutturanti in capacità militari essenziali — che spaziano dalla difesa aerea alla produzione di munizioni, fino ai sistemi di combattimento terrestre — incentivando al contempo gli acquisti congiunti tra Stati membri per ridurre la frammentazione del mercato europeo della difesa. Il programma si inserisce nel quadro più ampio del piano ReArm Europe / Readiness 2030, che punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro di spesa per la difesa entro il 2030, combinando risorse nazionali, fondi strutturali, finanziamenti della BEI e capitali privati.

SAFE è concepito per rafforzare l’autonomia strategica europea nel settore della difesa e per migliorare il coordinamento tra le capitali europee, in un momento in cui le esigenze di riarmo si sono intensificate in seguito alla guerra in Ucraina. I prestiti SAFE possono essere subordinati a programmi di acquisto congiunto che coinvolgono più Paesi, favorendo una maggiore interoperabilità e economie di scala, nonché il consolidamento delle catene di approvvigionamento europee. Inoltre, il programma apre per la prima volta alla possibilità di integrare partner come l’Ucraina o i Paesi dello SEE in progetti comuni, rafforzando l’integrazione industriale e strategica oltre i confini strettamente europei. Questo strumento rappresenta una svolta nel modo in cui l’Europa affronta la propria difesa collettiva, dotandosi di un meccanismo finanziario comune capace di catalizzare investimenti strutturali e di rispondere alle sfide geopolitiche contemporanee.