L’azienda italiana Leonardo ha recentemente presentato « Michelangelo », un sistema di difesa rivoluzionario che potrebbe dotare l’Europa di un vero scudo di protezione integrato. Si tratta di un’architettura multidominio in grado di coordinare in tempo reale mezzi di difesa aerea, terrestre, marittima, spaziale e persino cibernetica. Basandosi su una rete estremamente fitta di sensori diversi, radar, satelliti, droni, sensori navali e terrestri, piattaforme cyber, il sistema analizza continuamente i segnali che riceve. Grazie all’intelligenza artificiale, può identificare le minacce emergenti, anticiparne le traiettorie, indirizzare le risorse disponibili e attivare le contromisure appropriate, talvolta più rapidamente di quanto potrebbe fare una catena umana di comando.
Il sistema è concepito come una soluzione europea, progettata per essere aperta e interoperabile, ossia in grado di integrarsi con le apparecchiature già presenti nelle forze armate degli Stati membri. Questa caratteristica rappresenta uno dei suoi principali punti di forza: i paesi europei, spesso riluttanti a investire in sistemi completamente nuovi e costosi, potrebbero collegare le proprie capacità esistenti a Michelangelo e beneficiare così di una rete difensiva comune. In questo senso, Michelangelo si presenta come un’alternativa credibile al « Sky Shield » lanciato dalla Germania, che si basa in gran parte su tecnologie americane o israeliane e suscita preoccupazioni riguardo alla dipendenza esterna che comporta. Con Michelangelo, Leonardo promuove l’idea di un’autonomia di difesa europea rafforzata, basata su un’industria del continente e su un’architettura costruita secondo gli standard della NATO.
Il progetto arriva in un contesto geopolitico segnato dall’intensificarsi delle minacce sul suolo europeo, in particolare dalla guerra in Ucraina e dalla moltiplicazione degli attacchi ibridi, dei droni armati e dei missili a lungo raggio. Gli Stati europei stanno progressivamente prendendo coscienza delle proprie lacune in materia di difesa antiaerea e antimissile. Michelangelo appare dunque come una risposta tecnologica alle sfide contemporanee, ma anche come un’opportunità politica per ripensare collettivamente la sicurezza del continente.
Leonardo stima che il sistema potrebbe iniziare a essere dispiegato già dal 2027, con un incremento progressivo negli anni successivi. Tuttavia, il suo futuro dipenderà in gran parte dalla volontà dei paesi europei di impegnarsi in questo progetto comune. Michelangelo rappresenta oggi un’offerta tecnologica pronta all’uso, ma resta da vedere se i leader europei accetteranno di fare di questo sistema la base di un vero e proprio scudo difensivo condiviso. Questa decisione determinerà se l’Europa riuscirà finalmente a costruire un’architettura unificata, adatta alle nuove forme di conflittualità e meno dipendente dalle potenze esterne.