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"Industrial Accelerator Act": l'UE punta sull'industria strategica: sfide per l'Italia e la cooperazione franco-italiana

La Commissione europea ha svelato il 4 marzo 2026 una proposta di legge di rilievo, denominata Industrial Accelerator Act (IAA), volta a stimolare la produzione industriale europea e a rafforzare la competitività dei settori strategici di fronte alla concorrenza globale, in particolare quella asiatica. Il testo propone requisiti “Made in EU” e di contenuto a basse emissioni di carbonio per l’accesso agli appalti pubblici e agli aiuti di Stato, al fine di aumentare la quota di prodotti a basse emissioni e fabbricati in Europa in settori come l’automotive, le batterie, l’idrogeno, le turbine eoliche o le tecnologie per il trattamento dei materiali. Questa iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che mira a riportare la quota della produzione manifatturiera sul PIL dell’Unione al 20% entro il 2035, rispetto a circa il 14% attuale.

Per l’Italia, la cui economia industriale è una delle più importanti dell’Unione, questo testo rappresenta un’opportunità strategica. Il Paese possiede capacità significative nell’elettronica per l’automotive, nei componenti elettrici, nella fabbricazione di attrezzature industriali e nelle tecnologie pulite (idrogeno, reti intelligenti). Gruppi italiani come Leonardo ed Enel si trovano in una posizione favorevole per trarre vantaggio da queste misure, in particolare se le norme favoriranno l’integrazione dei fornitori locali nelle catene di approvvigionamento. L’aspetto “Made in EU” può aiutare gli industriali italiani ad assicurarsi contratti pubblici su larga scala e a rafforzare la loro posizione di fronte agli attori globali. In settori sensibili come l’elettrificazione dei trasporti o la produzione di tecnologie pulite, dove la concorrenza cinese è forte, queste misure di protezione di mercato possono costituire un reale vantaggio competitivo.

La Francia ha sostenuto attivamente questa iniziativa, portata in particolare dal commissario francese Stéphane Séjourné, sottolineando l’importanza di un solido pilastro industriale per l’autonomia strategica dell’UE. L’Italia, condividendo preoccupazioni simili riguardo alla competitività e alla decarbonizzazione, potrebbe allinearsi con Parigi durante le prossime discussioni al Parlamento europeo e al Consiglio. Questa convergenza di interessi è un segnale forte per una cooperazione Italia-Francia sulla politica industriale europea: rafforzare gli standard di produzione locale sostenendo al contempo la transizione energetica e l’occupazione industriale.

Nonostante la sua ambizione, la proposta è oggetto di dibattiti. Alcuni settori tradizionali dell’industria pesante, come quello dell’acciaio, temono una maggiore complessità delle norme locali o l’esclusione dagli appalti pubblici a causa di capacità produttive insufficienti. Altri, come il settore del solare termico, ritengono che modifiche dell’ultimo minuto potrebbero svantaggiarli.

Per Roma e Parigi, la sfida consiste nel trovare un equilibrio tra la tutela delle industrie strategiche e l’apertura economica, garantendo al contempo che le norme non ostacolino l’innovazione né comportino eccessivi aumenti dei costi. Nella settimana dal 2 al 6 marzo, le discussioni tra gli Stati membri e i rappresentanti del Parlamento europeo saranno decisive per definire il testo prima dell’adozione finale.

Fonte: https://france.representation.ec.europa.eu/informations/la-commission-propose-une-loi-sur-laccelerateur-industriel-pour-renforcer-lindustrie-et-creer-des-2026-03-04_fr?prefLang=en