Mentre la questione del costo dell’energia rimane al centro delle preoccupazioni delle famiglie e delle imprese, la Commissione europea ha ribadito il 3 marzo 2026, attraverso la sua piattaforma ufficiale, la sua determinazione ad agire per garantire un’energia affidabile, accessibile e pulita. Questa comunicazione arriva in un contesto in cui, nonostante significativi progressi, la pressione sui prezzi e sulla competitività industriale rimane estremamente forte.
Il messaggio principale della Commissione è inequivocabile: “I prezzi dell’energia incidono sia sulla qualità della vita dei cittadini che sulla competitività delle imprese e dell’economia dell’UE.”.
I dati citati sono allarmanti:
- Oltre 46 milioni di europei sono colpiti dalla povertà energetica.
- Per le industrie, i prezzi al dettaglio dell’elettricità sono quasi raddoppiati dall’inizio della crisi energetica nel 2021.
Di fronte a questa constatazione, la Commissione annuncia che “sta intensificando gli sforzi per ridurre i prezzi dell’energia e dare un sostegno efficace alle imprese e alle famiglie”, in collaborazione con gli Stati membri.
L’aggiornamento della pagina, datato 2 febbraio 2026, fa il punto sui progressi resi possibili dalla politica energetica dell’UE, definita come una competenza condivisa (articolo 194 del TFUE). I suoi obiettivi principali rimangono garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, sostenere la competitività delle tecnologie pulite e promuovere una produzione sostenibile.
I risultati attesi per il 2030 fissano la rotta:
- 42,5% di quota di energie rinnovabili nel mix energetico.
- 11,7% di riduzione del consumo energetico rispetto alle proiezioni del 2020.
- 15% di obiettivo di interconnessione delle reti elettriche tra i paesi membri.
La Commissione mette in evidenza “principali risultati” incoraggianti. Nel 2023, le energie rinnovabili rappresentavano già il 24,6% del consumo dell’UE, un balzo significativo in un decennio. Il settore impiegava più di 1,6 milioni di persone nel 2022, prova della creazione di posti di lavoro verdi. Soprattutto, tra il 2008 e il 2021, l’UE è riuscita a ridurre le sue emissioni di gas serra di oltre il 20% mentre il suo PIL cresceva di quasi il 10%, dimostrando un certo disaccoppiamento tra crescita ed emissioni.
Per raggiungere i suoi obiettivi, l’UE agisce su più fronti. L’efficienza energetica è posta come priorità in tutte le fasi, dalla produzione al consumo. Vengono adottate misure nei settori con il maggior potenziale di risparmio, consentendo di ridurre le bollette delle famiglie e i costi operativi delle imprese.
La costruzione di un mercato interno dell’energia performante e la protezione dei consumatori rimangono al centro delle norme europee. Parallelamente, lo sviluppo e il potenziamento delle reti transfrontaliere sono considerati la spina dorsale del sistema energetico, avendo già permesso di collegare regioni fino ad allora isolate e di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento.
Infine, la Commissione sottolinea l’importanza della ricerca e dell’innovazione, della politica in materia di energia nucleare (sicurezza e applicazioni mediche), nonché delle iniziative locali per una transizione giusta che non dimentichi nessuno.
Questo aggiornamento del sito della Commissione getta così le basi per le discussioni future, in particolare durante il vertice europeo di metà marzo, dove la pressione italo-francese per riforme strutturali del mercato dell’energia dovrebbe essere al centro dell’agenda.