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L’UE approva la seconda tranche di finanziamenti SAFE per la difesa, con l’Italia tra i beneficiari

La Commissione europea ha approvato una seconda serie di piani nazionali di finanziamento
nell’ambito dello strumento SAFE (Security Action for Europe), un meccanismo innovativo volto a
rafforzare le capacità di difesa degli Stati membri di fronte al deterioramento del contesto di
sicurezza europeo. Tra gli otto Paesi beneficiari figura l’Italia, che dovrebbe poter accedere a circa
14,9 miliardi di euro di prestiti a lungo termine, garantiti dal bilancio dell’Unione europea.

Queste risorse sono destinate alla modernizzazione delle Forze armate italiane, all’acquisizione di
equipaggiamenti militari critici e al rafforzamento della base industriale e tecnologica della difesa,
in un contesto segnato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche alle frontiere dell’UE.

Il programma SAFE si inserisce nel quadro più ampio del piano ReArm Europe / Readiness 2030,
che mira a rafforzare l’autonomia strategica europea e a ridurre la frammentazione delle capacità
militari nazionali. I fondi approvati serviranno a sostenere investimenti capacitari considerati
prioritari, tra cui la difesa aerea e antimissile, la produzione di munizioni, i sistemi terrestri e le
capacità di comando, controllo e intelligence. Per l’Italia, l’accesso a questi finanziamenti
rappresenta uno strumento chiave per accelerare programmi già avviati, promuovendo al
contempo la cooperazione industriale europea e gli acquisti congiunti tra Stati membri, ritenuti
essenziali per migliorare l’interoperabilità delle forze armate e ottimizzare i costi.

Sul piano istituzionale, la decisione della Commissione dovrà ora essere formalmente approvata
dal Consiglio dell’Unione europea, che dispone di un mese per adottare la decisione finale. Una
volta completata questa fase, l’attuazione concreta degli accordi di prestito dovrebbe iniziare nella
primavera del 2026. Questo calendario riflette la volontà dell’UE di agire rapidamente per
rafforzare la propria preparazione militare e segna un’evoluzione significativa della politica di difesa europea, con il ricorso a uno strumento finanziario comune su larga scala per sostenere
direttamente lo sforzo di riarmo e il rafforzamento capacitario degli Stati membri.

https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/la-commissione-approva-la-seconda-ondata-di-finanziamenti-safe-la-difesa-otto-stati-membri-2026-01-26_it