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Il bilaterale intergovernativo tra Italia e Francia, previsto a Tolosa il 9 e 10 aprile, sarà al centro delle relazioni bilaterali tra Italia e Francia in questo 2026. Sarà anche l’occasione per fare il punto su questi primi quattro anni del Trattato del Quirinale, in modo da adeguarlo alle esigenze delle sfide che ci attendono a livello globale.

La fase di crisi della politica tradizionale, che ha caratterizzato l’inizio di questo secolo, proietta la sua ombra sull’azione diplomatica tradizionale, sostituita il più delle volte da azioni muscolari, sostenute da logiche di tipo meramente economico, di dubbia ispirazione liberale. Si tratta di iniziative tanto più pericolose quanto più si collegano alle possibilità connesse allo sviluppo delle Deep Technologies, cui stiamo assistendo in questi ultimi quindici anni, e che ci riportano ad alcune visioni del futuro che volentieri lasceremmo alla letteratura.

Pur essendo da sempre convinti del fatto che il motore per costruire un quadro sociale armonico, e teso alla ricerca del massimo benessere comune, debba essere alimentato dalle migliori condizioni possibili per lo sviluppo degli operatori economici, siamo comunque persuasi che la politica debba mantenere il suo ruolo. Logiche da consiglio di amministrazione prestate all’azione pubblica sono alla lunga dannose, e finiscono per creare frizioni sociali che promettono di diventare pericolose.

La grande tradizione politica di Italia e Francia, che hanno sviluppato nel tempo un’idea liberale evoluta e sovente capace di affrontare le richieste della società civile, ha molto da dire in questo ambito. L’azione di IREFI, che ha individuato nei settori dell’Innovazione, della Difesa e dello Spazio, dell’Energia e delle Infrastrutture dei Trasporti le basi per una sinergia strutturata tra i nostri due paesi, vuole quindi continuare, in questo 2026, nel suo contributo verso la costruzione ed il rafforzamento di strategie economiche efficienti. 

Queste strategie bilaterali devono mirare alla creazione di veri Campioni Europei capaci di agire a livello globale, in alcuni settori, ed allargare le collaborazioni verso i paesi europei che abbiano le possibilità di contribuire industrialmente e finanziariamente, a partire dalla Germania. In questo senso il progetto Bromo nel settore spaziale va senz’altro nella giusta direzione, e sembra fondarsi su solide premesse,

L’obiettivo è quello dell’autonomia strategica dell’Europa, dove possibile, mirando a un ruolo di cerniera economica tra Est ed Ovest del pianeta, utilizzando l’attrattività dei proprio prodotti e della propria tecnologia, ambito questo in cui Italia e Francia hanno molto da dire. Ma per fare questo sarà necessario sviluppare insieme una politica dell’innovazione che unisca quanto più possibile i laboratori, i centri di ricerca e le università, creando un ecosistema condiviso attrattivo e motivante per i giovani, capace di arrestare l’emorragia di talenti verso altre aree del pianeta che è uno dei più grandi problemi attuali del nostro continente.

E’ questo uno dei temi principali emerso nel corso della Tavola Rotonda Italia-Francia delle Imprese e dell’Innovazione, svoltasi tra Parigi e Roma lo scorso dicembre, l’oggetto principale dell’azione del Board Innovation Italia-Francia di IREFI, ed anche uno dei motivi di particolare gravità che dovrebbe spingere la politica europea all’azione comune nei prossimi mesi.

 

FABRIZIO MARIA ROMANO                                                                                                                                        Presidente IREFI